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costruiamo una bambola

Progetto per un laboratorio di costruzione di bambole di stoffa, rivolto alle detenute della sezione femminile del carcere di Rovigo

INTRODUZIONE

La bambola ha un ruolo particolare tra i diversi giocattoli in quanto rappresenta l’immagine dell’uomo. Costruite con i più disparati materiali, le bambole riproducono l’essere umano in tutte le sue fasi evolutive. Ci sono bambole che raffigurano neonati, altre che incarnano un’immagine ideale delle fattezze femminili e maschili, altre che invece appaiono come adulti e anziani meno perfetti. Tutte però sono accomunate dalle funzioni che ricoprono: permettono ai bambini che ci giocano di sperimentarsi in un ruolo attivo di accudimento di cui fino a quel momento sono stati fatti oggetto loro stessi. Le bambine giocano a fare le mamme delle loro bambole, riproducendo così in modo inconsapevole il modello educativo seguito dalle figure genitoriali. La bambola/neonato viene vestita, lavata, nutrita, cullata, sgridata, portata a passeggio. Essa diventa l’amica alla quale confidare i segreti, le gioie e i dolori; l’amica su cui proiettare paure difficili da affrontare. Attraverso il rapporto con la bambola si va alla scoperta del proprio Io.

FINALITA’

La finalità del percorso proposto è quella di offrire uno spazio che, grazie all’attività di costruzione delle bambole, faciliti la creazione di un clima di collaborazione e scambio tra le detenute coinvolte. L’intento è quello di intervenire al fine che ogni partecipante trovi un suo spazio all’interno del gruppo stesso, favorendo così dei processi di inclusione. In questo modo il momento del laboratorio potrà essere vissuto anche come momento di condivisione e circolazione di affetti.

OBIETTIVI

1) Creazione di una bambola da parte di ogni detenuta. Il tipo di bambola proposto è molto semplice, con una fisionomia poco definita. Ciò permetterà ad ogni partecipante di concretizzare in modo molto personale l’espressione della bambola stessa. La bambola fatta di lana e stoffa, che ha dei puntini al posto degli occhi e della bocca, permette a chi la osserva di proiettare su di lei il proprio stato d’animo del momento. E’ un oggetto plasmabile sia da chi lo confeziona che da chi lo guarda.

2) Il confezionamento della bambola costituisce un “fare condiviso” dai membri del gruppo. Attraverso tale attività si intende creare un clima in cui facilitare la collaborazione reciproca, valorizzare le competenze manuali specifiche di ogni partecipante, stimolare il mettere a disposizione delle altre tali capacità e competenze.

3) Tale laboratorio prevede non solo la realizzazione della bambola, ma anche la condivisione da parte delle detenute di una esperienza emotiva. Costruire la bambola infatti permetterà ad ognuna di rievocare i suoi ricordi d’infanzia, e di entrare nuovamente in contatto con le esperienze emotive di quel periodo. Saranno stimolati i vissuti emotivi relativi all’essere state figlie, e per alcune ad essere diventate a loro volta mamme. Se ci saranno le condizioni adatte tali ricordi, storie di vita ed emozioni potranno essere condivise con le altre partecipanti.

MATERIALI

I materiali necessari sono: Lana cardata e lana filata; Maglia bianca e maglia color pelle; Stoffe e fili;  Aghi e forbici;  Gomitolo di spago sottile

DESTINATARI

Il laboratorio è rivolto ad un gruppo di 10/12 detenute, indipendentemente dalla loro capacità di cucire.

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